
Nicolas Winding Refn torna a collaborare con Mads Mikkelsen, dopo la trilogia “Pusher”. La pellicola viene presentata fuori concorso alla 66′ Mostra di Venezia ed in concorso al Toronto Film Festival.
“Valhalla Rising” esce poco prima degli ultimi grandi successi di Refn, “Drive” (2011) e “Solo Dio perdona” (2013), poco conosciuto a causa di problemi di distribuzione, è probabilmente uno dei film più potenti e stilisticamente caratterizzanti del regista Danese.
Suddiviso in sei capitoli ben distinti, la storia racconta il viaggio di uno schiavo vichingo, One-eye (Mads Mikkelsen) ed un bambino pagano, verso la libertà.
Chi pensa di trovarsi di fronte ad una visione stile “Game of Thrones” è di gran lunga fuori strada. Ogni momento della vita dei due verrà narrata con una riflessione filmica introspettiva che non ci farà solo seguire gli eventi, ce li farà vivere.
La ricerca della libertà e la fuga da un mondo ostile è quello che ciascuno di noi sogna di poter attuare. Quello che non vorremmo ci mancasse mai, è la lucidità di riconoscere nei peggiori momenti chi ci ha aiutati davvero.
E’ proprio questo che fa One-Eye, prigioniero di feroci vikinghi che lo liberano solo per fare combattimenti dove a vincere è chi non muore. Riuscitosi a liberare dalle catene ucciderà tutti, salvando solo e soltanto il giovane bambino pagano che era incaricato di portargli i pasti e l’acqua.
Anche se tenuto schiavo, come un cane da combattimento, riesce a scorgere la purezza di un ragazzo che non è partecipe di quel mondo, ma che, anche se in modo diverso dal proprio, ne è vittima.

Quando siamo finalmente liberi il rischio è quello di sentirsi persi, di provare la sensazione che soli non si può davvero vivere, che qualcuno o qualcosa, un’entità superiore deve poterci aiutare.
I due incontreranno così i cristiani in viaggio verso la Terra Santa. Si uniranno al loro cammino, al cammino di chi, pieno di se, confonde l’orgoglio religioso con la spiritualità.
L’inferno si mostrerà ai loro occhi in mare ed in terra, non ci sarà bisogno di combattere contro gli infedeli, perchè i primi infedeli sono proprio coloro che aiutano con un fine ben preciso.
In una parte indefinita di questo mondo, chissà, forse un purgatorio, i sedicenti bigotti religiosi troveranno ad attenderli la ferocia repressa. Ognuno, alla fine, raccoglie ciò che semina e se la speranza e la pace fanno parte del nostro essere, allora sarà davvero presente la grazia.
“Valhalla Rising” è un film poeticamente violento, espiatorio, non religioso ma etereo.
L’ho adorato.
Djordja
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