Data nascita: 3 Ottobre 1896 (Bilancia), Lilla (Francia)
Data morte: 30 Ottobre 1967 (71 anni), Parigi (Francia)
Julien Duvivier
Fattosi un solido mestiere con una serie di film muti d’ispirazione religiosa, s’impose negli anni Trenta come uno dei maggiori autori del cinema francese. Collegandosi a quella corrente di pessimismo che venava la cultura del paese in quegli anni, ne seppe trarre gli elementi più melodrammatici e in alcuni casi (Pel di Carota, 1932, La bella brigata, 1936, Il bandito della Casbah, 1937), i suoi film raggiunsero risultati artistici rimarchevoli. La sua opera più nota, Il bandito della Casbah, lo fece paragonare a Carné e a Renoir. Anche le sue opere artisticamente meno riuscite testimoniano di un eccezionale mestiere che si spiega soprattutto nella creazione di atmosfere e nella direzione degli attori, tutti i migliori della generazione francese tra le due guerre. Altri film: David Golder, 1930; Il giglio insanguinato, 1933; Golgota, 1934; La bandera, 1935; Golem, 1935; L’uomo del giorno, 1936; Carnet di ballo, 1937; I prigionieri del sogno, 1939; Il carro fantasma, 1939. Nel dopoguerra si limitò a dirigere produzioni commerciali caratterizzate da noti attori che diresse con l’abituale maestria, da Vivien Leigh a Jean Gabin, da Gérard Philipe a Brigitte Bardot. Un successo eccezionale ottennero Don Camillo e Il ritorno di Don Camillo dai libri di Giovannino Guareschi, girati in Italia con Gino Cervi e Fernandel nel 1951-52.





