
Daniele Ciprì e Franco Maresco
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Daniele Ciprì (Palermo, 17 agosto 1962) e Franco Maresco (Palermo, 1958) sono due registi, sceneggiatori, montatori, direttori della fotografia e musicisti italiani.
Inizialmente scoperti dalle reti Fininvest, successivamente inseriti da Enrico Ghezzi all’interno del programma televisivo Blob, in onda su Rai3, si presentano come una variante delle teorie del trash del momento, comparendo con i loro sketch grotteschi e crudi.
Ma il loro lavoro, sotto una visione di insieme, dimostra di acquistare una autonomia, una continuità, una forte familiarizzazione con i caratteristici personaggi. Questa continuità apre una finestra verso un mondo artistico, un mondo sub-umano, un mondo a parte, un mondo trascurato, dimenticato, un mondo che risponde solo all’idea di “Post”, Post-moderno, Post-atomico, Post-storico ma anche meta-storico, un cinema che racconta il dopo in maniera fortemente metaforica. Un cinema che mostra quindi la bassezza, l’imperfezione la miseria, l’incompletezza dell’uomo e il suo degrado, quasi a voler costituire una nuova estetica del brutto, che come una fenice rinasce dalle ceneri di una civiltà arsa.
Accostamenti paradossali e comunque sempre estremi stanno costantemente al centro del lavoro dei registi, raccontando come questa condizione disastrata tocchi rovinosamente l’ambiente stesso, nelle cose, nei rapporti tra l’uomo e la società, tra l’uomo e la natura, fino a sfociare nell’immaginazione, seppure delirante, inquietantemente credibile nei confronti del futuro. Ciprì e Maresco propongono una visione alternativa al futuro immaginario, il futuro tecnologico tramandato dalla tradizione, mostrando un mondo consumato e ridotto all’osso. In un ambiente contornato di ruderi, di macerie di resti industriali o urbani, si muovono dei resti che invece sono umani. Uomini che hanno perso la figura ideale dell’uomo rinascimentale, leonardesco







